mercoledì 16 dicembre 2009

Anatomia grigia o graziosa.


Mi piace guardare certi telefilm, so bene che distraggono da appuntamenti più urgenti. Stare con gli amici, telefonare agli amici, farsi degli amici. Fare attenzione alla vita adesso che si svolge senza pensare a quanto si svolgerà domani. Avere cura del tuo corpo, della tua mente e della tua città. Nutrirsi di sentimenti, non perché si è romantici ma perché i sentimenti sono storie, belle o brutte poco importa. Sono storie che ti restituiscono un mondo senza il quale siamo più che soli, siamo trasparenti. Senza privilegi. Ma guardare questi telefilm è una piccola prova.
Ieri ho guardato Grey's Anatomy. Non è poi originale il collegamento tra i temi della vita e della morte nella versione medica e quelli delle relazioni umane. Quella voce fuori campo però ti coinvolge con tutte quelle frasi ad effetto. Aforismi dell'ultimo minuto. Grey's Anatomy ci piace. Ci piace perché di ogni occasione riesce a farne un commento, ne riesce a dare una versione linguistica. La morte di un bambino, di un amico, l'incertezza o la felicità. Tutto è superabile linguisticamente. Grey's Anatomy traveste il campo psicologico con la pragmatica medica, e noi ce la beviamo. Questo corpo travestito però cela l'onnipotenza del pensiero in versi. La notte buia in cui ogni desiderante del possibile almeno una volta si caccia. Ci facciamo cullare da questa illusione, da questa mania ed impariamo. Impariamo che ogni situazione ha un suo costrutto, un termine che la descrive. Che se facciamo pasticci è solo perché leghiamo costrutti che sono separati o separiamo ciò che è unito. Di più. Che ogni legame è sempre funzione della situazione. Chi ama chi, chi odia chi e poi giù con i rovesciamenti, capovolgimenti improvvisi che ci tengono avvinghiati alla certezza che nello spazio tra la vita e la morte c'è sempre almeno un costrutto, un termine a cui appigliarsi. Poi andiamo in strada è irrimediabilmente il mondo ci sorprende. Primo non possediamo tutte le parole a disposizione. Alcune ci sono precluse e raramente ce ne appropriamo sapendo che solo a posteriori potremmo deciderne la bontà. Altre sono una finzione in positivo. Un rito laico per mitologie di resistenza buone per la battaglia prima che diventino religione di stato. Infine altre non ci sono proprio. Le puoi indicare con un dito, le puoi segnalare con un rumore, marchiare con un odore, annunciare con un sapore o invitare con un tocco. E poi cercare altrove.
Anatomia, ovvero l'arte di esaminare separando le parti per conoscere l'insieme e le sue relazioni. Da dizionario.

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