mercoledì 16 dicembre 2009

Un pò di nudo non si nega a nessuno


Come si reagisce ai singulti del cuore? Quando senti che stai per affogare nel più amaro dei veleni? Quando un futuro ti si sbriciola sulla tavola e stai lì a raccoglierne le briciole, quasi di sottecchi sapendo che non ti sazierà?
Io viaggio, a prima vista sembra che scappi preso da una irrefrenabile voglia di fare qualunque cosa basta non stare fermi! Io viaggio, letteralmente. Accetto qualunque invito e senza ringraziare affinché l'impresa assuma il suo senso più genuino. Mi piace pensare che diventerà una di quelle storie da raccontare ai nipoti, perché possano perpetuare una via della pacificazione. Dono ergo gèno.
E così che sono capitato a Roma, la capitale. Era Agosto, faceva molto caldo. E la mia ospitante mi propose di andare in spiaggia. Nudista o frequentata solo da Omosessuali? Mah bel dilemma. C'è chi a questo punto non avrebbe dubbi, per virile affermazione di sé o per radicale fobia omo, con un sorriso tra il nervo e la certezza direbbe nudista. Io sentivo per entrambi lo stesso imbarazzo, quell'ansia che i costruttivisti associano al fatto che una cosa nuova non sai come prenderla, come reagirai. E più una domanda del tipo: con la carogna che ho addosso dove mi sentirò più in pace con me stesso? Che rispondo? Vabbé tu che mi consigli? Potremmo andare nella spiaggia omo. Interviene il marito: lascia perdere che appena vedono nuova linfa ti basta lasciarlo solo un momento che lo abbordano subito. Ok ho deciso. Nudista. Non voglio rotture di scatole. Vere o presunte, faccio fatica a pensarmi corpo, poi senza quest'anima, non ho spirito né dialettica. Non ce la posso fare. Nudismo però, non è che vado meglio eh. Come starò, come non starò. Sarò adeguato, sarò snobbato o notato? Comunque puoi tenere il costume se vuoi. Ah finalmente una buona notizia. Deciderò quando arriviamo. Avevo preso da poco la patente e lei mi fece guidare il vespone. Erano anni che non provavo il piacere delle due ruote, quell'emozione del vento in faccia, del vado soprattutto quando tu sei fermo, del corpo che elastico danza tra le auto, tutt'uno con il ritmo. Siamo arrivati. Mi guardo attorno. Un lembo di sabbia tra due lidi costumati. Via vai di gente sul bagnasciuga, adamitici e non. Poso il telo con gesto sicuro, il vento non lo sposta, perfetto! Mi sdraio, tra poco il primo bagno. Ci sono solo vecchietti e vecchiette, con il loro rugoso vestire. Una ragazza, un pò troppo magra, dalla pelle bianchissima e dai capelli rasta rossi si aggira nei dintorni. La osservo, l'esploro. C'è qualcosa che non mi riconosco. Non mi eccita, mi incuriosisce. Poi con la mia amica ci si lascia ai commenti, si ride, si scherza, arrivo a concludere che Dio è assolutamente impertinente, ingiusto, probabilmente irascibile e dispettoso: a chi troppo e a chi troppo poco anche se tutti poi con lo stesso sorriso e lo stesso passo. E poi mi ascolto. Non c'è sorpresa, non c'è imbarazzo. Il tempo sembra sospeso. Ripassa la rasta rossa, con il costume. Chissà com'è tra le lenzuola? Adesso capisco!
Capisco che in quel nudismo così ambiguo, in quella mescolanza di razze, tra costumati e non, c'è un erotismo dei cuori, la curiosità contemplativa di fronte ad una grande opera incompiuta. Il segno di una felicità possibile. I sorrisi e i commenti sono accessori superflui. Qui vige una libertà serena, il sole bacia i belli e generosamente bacia tutti. E ai problemi della società ci si penserà, non adesso. Sul corpo, una storia da leggere. Un blog di pelle. Proprio così: un pò di nudo non si nega a nessuno.

1 commento:

Matteo ha detto...

Da quasi un anno vivo in Messico.
Un giorno mi sono recato con la mia ragazza in una zona chiamata Zona Rosa.
Un tempo era la parte piú costosa e cara della cittá, frequentata solo da artisti ed uomini di potere.
Oggi sono cambiate un po' di cose.
Entro in un bar a prendere un caffé.. e mi rendo conto che é frequentato solo da coppie di uomini. Bevo il caffé rapidamente. La mia ragazza sorride sotto i baffi, come se mi stesse prendendo in giro. Mi alzo per pagare il conto e noto che lo sguardo di un giovane si posa sul mio sedere. Esco e mi rendo conto di essere nell'area gay della cittá. Inizio a notare cose che prima non vedevo. Uomini che camminano mano nella mano. Donne che si baciano per strada davanti alla fermata dell'autobus. Giovani con cui incrocio lo sguardo che mi guardano con aria interessata. Sono vestito ma mi sento come nudo. A disagio. Non lo so spiegare. Il sentirmi oggetto di mire maschili mi irrita profondamente. Sono sempre stato liberale, rispettoso della diversitá.. peró questa massa diversa da me, tutta insieme e concentrata in un'unico luogo mi trasmette una vibrazione che non so assorbire. La vivo come irrispettosa, sebbene sia legittima. La vivo come ostentazione della diversitá. La vivo male. Piú che capire.. mi concentro sul sentire. Sento che devo cambiare luogo.
Piero.. ti raggiundo nella spiaggia nudista.. e vediamo questa rasta col pelo rosso com'e'...