lunedì 25 gennaio 2010

Ridatemi la lotta di classe cazzo!

Fino a qualche tempo fa la televisione ha avuto il coraggio di parlare del disagio intergenerazionale. Poi gli psicologi avvoltoi dell'ultima ora se ne sono appropriati ed ecco apparire il passaggio generazionale in azienda o la genitorialità. Quest'ultima in realtà è venuta prima dell'altra. Si sa che gli psicologi godono prima nelle pruderie e poi pontificano nelle teorie. Ecco poi non se ne è più parlato. L'assenza di lavoro e la data di scadenza su ogni lavoratore hanno preso il registro. Prima ci si stupiva, poi ci hanno preso per il culo con la generazione mille euro. Adesso basta avete rotto il cazzo voi banboccioni. Largo ai giovani e viva il riciclaggio. Che poi sia eco, lobby o scudo poco importa. Prima di tutto lavarsi la coscienza. Prima e dopo i pasti possibilmente per non lasciare residui. Ecco che prima si lottava perché si voleva qualcosa di proprio. Adesso abbiamo privatizzato la lotta e ci troviamo a dover spiegare a chi è più vecchio che le relazioni sono superflui retaggi del passato. Adesso bisogna adottare la regola di Heat - la sfida. E fare il Robert de Niro di turno. Salvo per il finale che essendo n'Americanata buonista il cattivo redento, ma neanche tanto, è pronto alla sua croce e si prende il suo proiettile sta minchia. E stai lì a spiegare che non c'è più polpa, non c'è più niente. Che tu per mille euro stai proprio buono, ma buono buono. Basta che non ti levano il sorriso da condividere con gli amici e qualche parola carina da spendere qua e la. Basta che non mi rompete il cazzo, per dirla franca. Adesso il fatto è che li devi fare fuori tutti. Non uno o due ma proprio tutti. Me compreso, figa. Qua non c'è più giardino o giardinetta. Qua c'è solo trincea per miglia e miglia. E lo sguardo deluso anche del più intransigente degli anarchici. Altro che pippe, non c'è più niente da sognare. Porca troia. Ridatemi la lotta di classe. Vi prego, cazzo.

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